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Una stravagante normalità

Immagine del redattore: Claudio PederzaniClaudio Pederzani

Alan Bennett - La sovrana lettrice


Al tempo dei tweet e dell’idolatria dell’immediatezza e della rapidità, che vuole passare contenuti che creino certezze più che analisi e riflessioni, una sovrana lettrice - che invece fa dell’analisi e della riflessione la propria guida - è decisamente controcorrente e incompresa. In un tempo in cui la sovranità si dedica alle conversazioni di rito, finalizzate alla compiacenza, e alle buone maniere che creino ordine, una sovrana che cambi rotta e viri verso comportamenti che lascino i propri sudditi disorientati di fronte a domande che comportino il mettersi in gioco e in discussione viene guardata con sospetto, ed espulso chiunque sia ritenuto responsabile di tale cambiamento. Cioè, Norman.

Norman è un ragazzo che lavora nelle cucine del Palazzo e che ha una sconfinata passione per la lettura. Così, durante un incontro casuale alla biblioteca ambulante del Palazzo (che idea geniale una biblioteca ambulante!) Norman consiglia un libro alla Regina, e da qui inizia la passione della sovrana.

Norman non verrà solo espulso, ma anche denigrato. “Sarà mica una checca?” si chiedono, insospettiti, gli invisi alla nuova passione della sovrana e al suo responsabile, come ad appellarsi a sue caratteristiche di personalità per poterlo “legittimamente” considerare riprovevole e avere buone ragioni per cacciarlo da palazzo.

Già, cambiamento. Perché la regina impersonava molto bene le necessità del Palazzo di rassicurare i sudditi creando loro un’illusione d’ordine e certezze. E, dunque, “perché mai leggere?”, si chiede il primo ministro.

Ma la passione della sovrana per la lettura la sta ormai cambiando. E’ più attenta ai sentimenti altrui, li comprende meglio, accetta le critiche un tempo intollerabili, vivacizza i noiosi colloqui con il primo ministro, rompe gli schemi, stanca del solito teatrino e della costante simulazione di normalità.

“E’ possibile che io mi stia trasformando in un essere umano. Non sono convinta che si tratti di un cambiamento auspicabile”, scrive la regina nei suoi appunti. A proposito di “Stay Human”.

Avrà l’Alzheimer, si pensa a palazzo. Il suo entourage vede il cambiamento della sovrana come un umiliante declino e si sente a disagio e in imbarazzo di fronte alle sue inedite aperture, terrorizzato dal cambiamento. Spaventato dall’uscita dalla zona di comfort. Un pò come tutti gli esseri umani, comodi nelle proprie certezze e timorosi del nuovo e dello sconosciuto.

La differenza, però, la fa la risposta a queste insicurezze: farsi coraggio, uscire ed esplorare, oppure chiudersi dietro la denigrazione dell’altro e la minimizzazione.


Si sorride molto leggendo queste pagine.

Ma è un sorridere grottesco.

 
 
 

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